Salta al contenuto Skip to sidebar Passa al footer

L’impatto dell’uomo e l’importanza di salvaguardare la biodiversità

Purtroppo l’egoismo e la miopia dell’uomo hanno continuamente alterato e minato questo equilibrio, fino a provocare, negli ultimi 50 anni, un aumento senza precedenti del tasso di perdita di biodiversità.

La piattaforma intergovernativa di politica scientifica sulla biodiversità e i servizi ecosistemici (IPBES) nel suo ultimo rapporto avverte che stiamo perdendo specie ad una velocità 1.000 volte maggiore rispetto a qualsiasi altro momento nella storia umana conosciuta e che un milione di specie rischia l’estinzione.

Secondo l’ultimo Indice del Pianeta Vivente del WWF le popolazioni di mammiferi, uccelli, pesci, rettili e anfibi sono diminuite in media del 60% tra il 1970 e il 2014, il 20% dell’Amazzonia è scomparso in 50 anni e gli ambienti marini del mondo hanno perso quasi la metà dei coralli negli ultimi 30 anni.

Quali sono i principali motivi? Consumo di suolo, pesca e caccia eccessive, cambiamento climatico, inquinamento e introduzione di specie aliene. E ad essere minacciata non è solo la sopravvivenza di un gran numero di piante e animali. Siamo in pericolo anche noi che da loro dipendiamo.

Pensare che la perdita di biodiversità non ci coinvolga direttamente è, infatti, un grave errore perché la scomparsa di specie animali e vegetali impatta profondamente sugli ecosistemi che offrono risorse e servizi vitali a centinaia di milioni di persone.

La presenza della diversità biologica in natura riguarda la nostra stessa sopravvivenza e qualità di vita: da un lato ci fornisce le risorse indispensabili alle nostre attività (aria, acqua, cibo, energia, materie prime e principi naturali alla base delle medicine) e dall’altro rappresenta il migliore alleato per arginare gli effetti della crisi climatica che stiamo affrontando.

Lascia il tuo commento

Best Choice for Creatives
This Pop-up Is Included in the Theme
Purchase Now